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Terremoto Myanmar, la Società Geologica Italiana: “Campanello d’allarme ambientale e sanitario”

Terremoto Myanmar

Terremoto Myanmar, la Società Geologica Italiana: “Campanello d’allarme ambientale e sanitario”

Il recente e devastante terremoto che ha colpito il Myanmar non è solo una tragedia umanitaria, ma anche un severo monito sulle interconnessioni tra dinamiche geologiche, vulnerabilità ambientale e salute pubblica, come evidenziato dalle riflessioni della Società Geologica Italiana (SGI). In un contesto già fragile, l’evento sismico rischia di innescare una crisi ambientale e sanitaria di proporzioni allarmanti, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione monsonica.

Un ecosistema fragile sotto la minaccia del monsone: il rischio sanitario amplificato

Giulio Di Toro, Vice Presidente della SGI, lancia un grido d’allarme: “Sono presenti in quest’area tutti i fattori che, se non si agirà in tempi rapidi, potrebbero scatenare una grave crisi sanitaria.” Il Myanmar, un paese già provato da un conflitto civile che ha minato la sua stabilità e impoverito la popolazione, si trova ora a fronteggiare le conseguenze dirette e indirette di un terremoto di magnitudo 7.7.

La distruzione di infrastrutture, l’interruzione dei servizi igienico-sanitari e l’elevato numero di sfollati creano un terreno fertile per la diffusione di malattie infettive. A questo scenario già critico si aggiungono due fattori ambientali determinanti: le elevate temperature attuali e l’imminente arrivo delle piogge monsoniche. Le piogge, pur vitali per l’ecosistema in generale, in un contesto di emergenza possono trasformarsi in un veicolo di contaminazione delle fonti idriche, favorendo la proliferazione di agenti patogeni e la diffusione di malattie trasmesse dall’acqua come il colera, il tifo e l’epatite A. La mancanza di adeguate fognature e sistemi di smaltimento dei rifiuti, probabilmente compromessi dal sisma, non farà che esacerbare il problema.

Inoltre, le inondazioni causate dalle piogge monsoniche potrebbero ostacolare ulteriormente l’accesso agli aiuti umanitari, isolare comunità già vulnerabili e rendere ancora più precaria la situazione igienico-sanitaria nei campi sfollati. La combinazione di macerie, acque stagnanti e temperature elevate può anche favorire la proliferazione di insetti vettori di malattie come la malaria e la dengue.

La fragilità del territorio e l’impatto sulle risorse naturali

Dal punto di vista geologico, il terremoto generato dalla faglia di Sagaing, che taglia il Myanmar per 1200 km, evidenzia la dinamicità e la potenza delle forze naturali che modellano il nostro pianeta. L’energia rilasciata da un evento di questa portata ha un impatto diretto sull’ambiente, causando non solo la distruzione di edifici e infrastrutture, ma potenzialmente anche frane, smottamenti e alterazioni del paesaggio.

Le coltri alluvionali presenti nelle pianure, che hanno amplificato le onde sismiche causando maggiori danni, rappresentano ecosistemi delicati che potrebbero aver subito danni significativi. La liquefazione dei suoli, fenomeno innescato dalle onde sismiche in presenza di falde acquifere superficiali, non solo compromette la stabilità degli edifici, ma può anche alterare la composizione e la struttura del terreno, con conseguenze a lungo termine sulla sua fertilità e sulla biodiversità.

Lezioni globali: la vulnerabilità dei paesi fragili di fronte ai rischi naturali

Il caso del Myanmar, come sottolinea Giulio Di Toro, è un esempio lampante di come la vulnerabilità di un paese, acuita da conflitti interni, povertà e mancanza di libertà civili, possa amplificare drammaticamente l’impatto di un evento naturale catastrofico. La difficoltà nell’accesso agli aiuti internazionali a causa della situazione politica interna aggrava ulteriormente il rischio di una crisi ambientale e sanitaria.

Questo evento ci ricorda che la salute del pianeta e la salute delle sue popolazioni sono strettamente interconnesse. Paesi con ecosistemi fragili, risorse limitate e sistemi di governance precari sono particolarmente esposti alle conseguenze negative dei disastri naturali, che possono innescare circoli viziosi di degrado ambientale, crisi sanitaria e instabilità sociale.

Un appello all’azione rapida e consapevole

La Società Geologica Italiana, attraverso le parole del suo Vice Presidente, lancia un appello urgente alla comunità internazionale affinché si agisca con la massima rapidità per fornire aiuti umanitari al Myanmar, prima che l’arrivo delle piogge monsoniche renda la situazione ancora più insostenibile dal punto di vista ambientale e sanitario.

Questo evento deve anche essere un’occasione per riflettere sulla necessità di rafforzare la resilienza delle comunità più vulnerabili ai rischi naturali, attraverso politiche di sviluppo sostenibile, investimenti nella prevenzione, nella gestione del territorio e nel rafforzamento dei sistemi sanitari e di allerta precoce. La comprensione delle dinamiche geologiche e dei loro impatti ambientali è fondamentale per mitigare i rischi e costruire un futuro più sicuro e salubre per tutti.

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